Cartolina da Torino #2

Caro Michele,

grazie per i guanti che mi hai mandato, li ho provati e mi vanno bene, tengono anche molto caldo e per l’inverno sono giusti. Sono contenta che Luisa ha trovato lavoro a Bari, anche se questo significa che dovrà lasciare il paese, ma non ti disperare perché è una ragazza che sa il fatto suo, quella i ragazzi li mette in riga e non ti devi stare a preoccupare se non la tieni vicina a te. La cosa importante è che ti deve chiamare tutti i giorni, ma questo non c’è bisogno che glielo dici, perché lei già lo sa. Chiedile anche di mandarti una lettera ogni settimana, così se poi non riuscite a chiamarvi vi potete sentire lo stesso.

Io ti racconto che Antonio ha cambiato mestiere. Visto che il contadino non lo pagava abbastanza, perché gli dava troppo poco per portare le cassette a Porta Palazzo, lui ha trovato un altro contadino che gli dà di più. Siccome è bravo, però, dopo poco tempo gli ha chiesto di gestire il banco insieme a lui, così ha potuto provare un mestiere nuovo e gli piace. Dice che urla tutta la mattina, chiede alle signore di comprare la frutta, di comprare la verdura, gli dice che è buona, che costa poco, gli fa li sconti. Insomma sono andata al mercato a vedere come lavora e ho visto che è molto bravo, anche se mi da un poco fastidio perché con le signore più carine fa le battute, però so che è una persona seria e non mi manca di rispetto. La cosa importante è che adesso guadagna di più.

Io pure mi sono trovata un mestiere perché, come ti ho detto l’altra volta, la signora del piano di sotto aveva bisogno per fare i servizi. Così ha detto anche ad altre amiche sue che c’ero io per fare i servizi, dice che anche se sono meridionale sono brava. Dall’ultima volta che ti ho scritto ho trovato altre persone, adesso lavoro tanto ma nella nostra casa entrano più soldi e abbiamo cambiato il letto. Finalmente possiamo dormire bene che fino alla settimana scorsa mi alzavo sempre con il mal di schiena.

Però la cosa più bella è che ho trovato una vecchia foto, solo che mi sono dimenticata di segnare la data e non mi ricordo bene quando l’abbiamo fatta, te la mando così la vedi anche tu. Ci sono io piccola con la mamma quando andavamo a camminare sul lungo Po Antonelli, dove abitavamo prima. Mi sembra che qui avevo due o tre anni, quindi forse era il 1954 o il 1955, pensa che mi ricordo ancora delle passeggiate che facevamo la domenica mattina. Quel cappellino l’ho passato a Simonetta, che se lo toglie sempre e vuole tenerselo sempre in mano. Non mi ricordo se qui c’eri ancora tu o stavi già dalla zia a Settimo, prima che siete tornati giù. Ho pensato ai giri sul fiume e l’altro giorno ci sono tornata. Sai che da quando ci siamo spostati in via Pisa non c’ero più andata? Adesso è tutto diverso, ci sono le case, le macchine, se provi a camminare ti mettono sotto, ma c’è una viuzza che scende e che ti fa avvicinare al fiume. La prima volta che sali per le feste ci andiamo così vedi come è diventato.

Fammi sapere se le canottiere per Vito vanno bene, così ve ne mando giù altre, perché la merceria dove lavora la signora ha roba buona anche se costa tanto, ma ogni tanto ce le possiamo permettere. Domani vado alla scuola elementare per iscrivere Simonetta, che a settembre inizia e siamo tutti già agitati perché ci dobbiamo comprare i libri. Adele invece sta crescendo, ha messo i denti e le fanno male, non sta mai ferma e o ride o piange, ma però la notte ci fa dormire.

Ti abbraccio tanto, tua sorella Loredana

Torino, 7 febbraio 1975

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