Cartolina da Torino #4

Egregio direttore,
Vi scrivo questa mia per anticipare il resoconto che metterò a punto una volta terminato l’intero viaggio, di modo che sia già per Voi possibile ricevere alcune informazioni senza attendere il termine del mio breve soggiorno nelle diverse città che fanno parte del mio itinerario.

Mi sono attardato lungo corso Oporto, dove ha sede l’albergo nel quale gentilmente mi avete alloggiato, affinché mi fosse possibile osservare con la giusta attenzione il comportamento dei torinesi di fronte a questo importante evento naturale. La neve compone grandi masse ai bordi della strada, tanto che è possibile attraversarla solamente in determinati punti, che appositamente la municipalità ha predisposto per agevolare il defluire della cittadinanza e dei mezzi di trasporto. In particolare vorrei far notare l’utilizzo dello spartineve applicato al tranvai del quale vi fornisco esempio nella fotografia che spedisco insieme al mio messaggio, al fine di consentire al mio resoconto di guadagnare in precisione. So che il suddetto spartineve è stato già utilizzato in altre occasioni, in particolare nel 1933, nel 1934 e nel 1936, ma non escludo che la stessa modalità sia stata riproposta anche in situazioni differenti.

A corollario di ciò, intendo sottolineare la diffusa consuetudine di utilizzare alcune pendici collinari come piste da sci, grazie alla grande quantità di neve presenti. Una località, ad esempio, è quella che si sviluppa lungo la collina cosiddetta del Monte dei Cappuccini, che in questi giorni ho potuto risalire prendendo la teleferica e verificandone l’adeguata velocità di percorrenza. Ho notato numerosi gruppi di persone che si spostavano per le vie principali della città al fine di raggiungere il suddetto costone di collina dove i boschi scendendo a valle si diradano, scoprendo un lungo manto innevato che si ferma poco prima del Po, quasi in corrispondenza della stazione di partenza della già citata teleferica. Tuttavia è soprattutto sulla collina di Cavoretto, che ho potuto visitare ieri, che si raccoglie il maggior numero di amanti di questa pratica. Suggerisco di considerare la possibilità di promuovere in futuro questo genere di attività come forma di attrazione turistica anche nelle nostre vallate, come forma di alternativa accessibile alle già note località.

La città di Torino sembra adeguatamente attrezzata per gli eventi atmosferici di carattere invernale, vista la sua collocazione che la rende sì vicina all’arco alpino da imporre una preparazione costante dei suoi addetti alla gestione del pericolo neve. Sono tuttavia costretto a rilevare una forte carenza nella manutenzione del manto stradale, perché solo questa mattina si sono riscontrati alcuni incidenti in via XX Settembre, piazza Castello, via Roma e corso Oporto, occasione di cui io stesso sono stato testimone. A poca distanza dal caffè in cui mi ero recato per incontrare alcuni nostri collaboratori, dei quali poi Vi relazionerò, una donna di circa 40 anni è scivolata al bordo della strada procurandosi una contusione al braccio destro. Non è infrequente che le nevicate causino a Torino diverse situazioni di questo genere, ma mi duole notare come l’amministrazione cittadina sia piuttosto impegnata non tanto nell’affrontare queste problematiche, quanto nel propagandare un senso di tranquillità che mal si riscontra nei suoi abitanti. Suppongo si tratti esclusivamente di una riproposizione di quanto imposto dal Partito, ma per onestà trovo necessario sottolineare quanto i torinesi sembrino molto distanti dalle posizioni del Duce, più di quanto gli amministratori intendano mostrare.

È il motivo per cui questa missiva vi giunge direttamente dalle mani di una persona fidata e non attraverso il mezzo postale, che non ritengo sufficientemente sicuro per lasciar transitare messaggi di questo genere. Ignorate, quindi, la lettera dai toni enfatici che avete da me probabilmente ricevuto in questi giorni al fine di allontanare eventuali sospetti sulla mia attività in città.

Per i maggiori dettagli relativi al consenso e ai nostri legami rimando al nostro incontro.

Cordialmente

La foto è tratta dall’Archivio Storico della Città di Torino, qui il link originale all’immagine >

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