Insolito giaciglio

Fresco ma si sta bene, pure comodo, non è male casa nuova. C’è pure quest’angolo bello riparato, ma cos’è questa roba che vibra. Aspetta che sposto il braccio, che fastidio la giacca, meno male che non ho messo quella pesante. Il cuscino però è comodo, qui sotto è durissimo ma di lato è bello morbido, appoggio la testa qui, anzi la giro. Anzi no, resto così, allungo solo una gamba, non ci passa, ah certo sta sotto l’altra gamba, meglio che la sposti perché inizia a formicolarmi il piede.

Quanto tempo è passato? Non lo so, ho tanto sonno, anche se stanotte ho dormito, cioè, mi pare, non mi ricordo se ho dormito oppure ho sognato di dormire. Però se sognavo allora dormivo, quindi in ogni caso ho dormito. Sono sicuro, ho dormito, anche se ho ancora sonno. Vuol dire che non ho dormito abbastanza, meglio continuare a dormire, sono proprio stanco. Ma perché c’è questa roba che vibra. Ora la gamba la sposto, oppure sposto il braccio. Devo sistemare il cuscino, la parte morbida è comoda però punge, provo a spostare due cose, anzi no, va bene così.

Sento dei passi, ma non ero solo? Boh, forse sto sognando, o forse no. No, però scusa, se sto dormendo allora sto sognando. C’è uno che mi tocca, mi dice «ehi». Che razza di sogno. Ora mi giro dall’altra parte. Non sento più niente, sposto la testa, ecco ora va meglio. Fresco, molto fresco, quasi freddo, anzi no, fresco. Sì, fresco. Ora mi giro, ah, sì, benissimo. Bello, c’è poco spazio ma è comodo, mi sembra di essere infilato in una fessura, come se ci fosse un’intercapedine in cui mi sono intrufolato. Ecco, se dico «intercapedine» vuol dire che non sto neanche troppo bene. La bocca è secca, ora mi alzo e vado a bere un bicchiere d’acqua, poi torno a dormire. Sì, ma ora no, dopo.

«Tutto bene?». Ah, di nuovo, ma chi è? Ah no, sono io che sogno. Ancora quella cosa che vibra, devo aver lasciato il telefono acceso, si sarà ficcato sotto il materasso. Anzi, sotto il cuscino. No, però lo sento sulla gamba, sarà tra le lenzuola. Sì, perché stavo messaggiando con Marti, mi sarò addormentato mentre aspettavo una sua risposta. Quella, pure, ci mette sempre due ore a rispondere. «Tutto bene?», ma di nuovo, ma basta, ma fammi dormire, ma cazzo vuoi. Ah già, sono io che sogno. «Dorme». Certo che dormo, ovvio che dormo, sposto la gamba, sì, ma dormo. «Chiamo io». Chiama tu, chiama chi vuoi, io continuo a dormire. C’è il cazzo di telefono che vibra, ora mi sveglio e lo spengo, anzi no, mi sveglio e rispondo, forse è Marti, forse è quello scassacazzi di Pigi.

«Sì siamo in via Catania, angolo lungo Dora Firenze». Eh, grazie lo so, lo so dove abito adesso, lo so dove sono venuto ad abitare. Anzi, tu che ci fai qui, io sto dormendo, esci. Ah già, sono sempre io che sogno, però è tutto buio, cioè, sembra il cielo, diciamo che sembra buio. Che sogno del cazzo. «Sì, va bene, restiamo qui». Boh, non ho capito con chi parlano. Io mi giro, vah, che adesso sono scomodo, magari riesco a spostare il telefono dalla gamba. Provo ad aprire gli occhi, no, non ci provo, anzi sì, anzi no. «Tutto bene?». Oh, ma basta. «Sarà andato alle Panche». E a te cosa frega? Sì, ci sono andato, ma sono andato anche in piazza Santa Giulia, al Rossini e in piazzetta, cosa te ne frega? Madonna ‘sto telefono.

Una sirena. Una sirena? «Sì, buonasera, siamo noi. L’abbiamo trovato così, dorme tra le macchine parcheggiate». Ma chi è che sta male? «No, non lo conosciamo, passavamo di qua per caso e l’abbiamo trovato qui». Mi sa che c’è uno che sta male, forse sotto casa, per questo mi sembra di averceli in camera. «Eh non sappiamo, forse ha bevuto». «Va bene, ce ne occupiamo noi, grazie». Una voce diversa, forse è l’infermiere, quasi quasi mi affaccio a vedere. Anzi no, chissenefrega.

Un uomo mi sveglia, mi acchiappa per le spalle e mi mette seduto. Apro gli occhi, sono seduto tra due macchine. Questo tizio mi guarda, prende una pila e me la punta nelle pupille. «Sto bene – dico – stavo solo riposando». «Ha bevuto?», mi chiede. «Una birretta», rispondo. «Sicuro?», mi dice, poi mi aiuta ad alzarmi e mi fa salire in ambulanza. Prendo il telefono, ci sono 4 chiamate di Pigi, 12 di mia mamma, 8 di mio padre e pure 2 di Martina. Chi chiamo per primo?

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