Oggi sul Corriere Torino trovate un mio articolo sulla Casa del Teatro di Torino, che compie vent’anni e che venerdì inizierà i festeggiamenti di questo importante traguardo. Il pezzo non è online, ma qui vi propongo un estratto. Partiamo dai numeri: circa 250 rappresentazioni all’anno, oltre 40 mila spettatori tra studenti, famiglie e insegnanti e più di mille iscritti ai corsi.

Venerdì 17 aprile alle 19.30 ospiterà la presentazione del progetto Coltiva il pubblico del futuro, seguita da Pigiami, uno degli spettacoli simbolo della sua storia.

Le radici del teatro ragazzi torinese affondano tra la fine degli anni Sessanta e gli anni Ottanta, quando sotto la Mole prese forma una vera rivoluzione culturale: il riconoscimento di bambine e bambini come pubblico attivo. Un percorso che, pur nato in anni difficili sul piano politico, ha portato Torino a diventare un punto di riferimento nazionale, fino alla nascita della Fondazione Trg, a lungo guidata da Graziano Melano.

Oggi la direzione è affidata a Emiliano Bronzino, che sottolinea l’unicità della realtà torinese: un progetto capace di accompagnare i più piccoli, dai 6 mesi, fino all’età universitaria. Accanto alla stagione teatrale, la Casa del Teatro porta avanti un intenso lavoro con scuole e insegnanti, con corsi e laboratori. Gli spettacoli restano centrali, dal 30° Giocateatro festival (che parte mercoledì 15 aprile) a produzioni come Le quattro stagioni, Io uccido i giganti e L’incredibile viaggio di Cipidillo. L’idea è che “vedere teatro” e “fare teatro” debbano procedere insieme. Una visione condivisa anche dalla presidente Chiara Pronzato, che punta sul teatro come strumento di crescita, orientamento e consapevolezza, per fare emergere competenze. Le celebrazioni continueranno anche nella prossima stagione, insieme alla promozione di forme di sostegno come l’Art Bonus.

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