Oggi sul Corriere Torino trovate un mio articolo sulla Casa del Teatro di Torino, che compie vent’anni e che venerdì inizierà i festeggiamenti di questo importante traguardo. Il pezzo non è online, ma qui vi propongo un estratto. Partiamo dai numeri: circa 250 rappresentazioni all’anno, oltre 40 mila spettatori tra studenti, famiglie e insegnanti e più di mille iscritti ai corsi.
Le radici del teatro ragazzi torinese affondano tra la fine degli anni Sessanta e gli anni Ottanta, quando sotto la Mole prese forma una vera rivoluzione culturale: il riconoscimento di bambine e bambini come pubblico attivo. Un percorso che, pur nato in anni difficili sul piano politico, ha portato Torino a diventare un punto di riferimento nazionale, fino alla nascita della Fondazione Trg, a lungo guidata da Graziano Melano.
Oggi la direzione è affidata a Emiliano Bronzino, che sottolinea l’unicità della realtà torinese: un progetto capace di accompagnare i più piccoli, dai 6 mesi, fino all’età universitaria. Accanto alla stagione teatrale, la Casa del Teatro porta avanti un intenso lavoro con scuole e insegnanti, con corsi e laboratori. Gli spettacoli restano centrali, dal 30° Giocateatro festival (che parte mercoledì 15 aprile) a produzioni come Le quattro stagioni, Io uccido i giganti e L’incredibile viaggio di Cipidillo. L’idea è che “vedere teatro” e “fare teatro” debbano procedere insieme. Una visione condivisa anche dalla presidente Chiara Pronzato, che punta sul teatro come strumento di crescita, orientamento e consapevolezza, per fare emergere competenze. Le celebrazioni continueranno anche nella prossima stagione, insieme alla promozione di forme di sostegno come l’Art Bonus.