Coltini, pensare ai lettori dall’inizio

I lettori adulti di oggi sono i bambini di ieri, va da sé che se vogliamo investire nella lettura è necessario partire dai più piccoli. Difficile convincere qualcuno a comprare e leggere libri se non è abituato a farlo. È il motivo per cui, dal mio personale punto di vista, la cultura va assimilata all’educazione, in tutto e per tutto. A parte questo, se ne sono accorti – da tempo – soprattutto i librai, che dedicano a bambini e ragazzi molte iniziative. È il caso di Colti, il consorzio torinese delle librerie indipendenti di Torino, che dopo il «rilancio», con un nuovo assetto, un nuovo sito web e un nuovo programma di appuntamenti, ora crea un progetto dedicato ai più piccoli.

Pariamo di «Coltini», che nascerà ufficialmente il 28 maggio, in occasione della Giornata mondiale del Gioco. Ci saranno suggerimenti di lettura, con un lavoro bibliografico suddiviso per fasce di età (in vista dell’estate) e altre novità. C’è anche una nuova pagina Facebook dedicata. Non sono i primi a promuovere iniziative di questo tipo e non saranno nemmeno gli ultimi, ma è sempre positivo che ci si ricordi dei «piccoli» lettori.

Di seguito il comunicato stampa che racconta l’iniziativa.

Si parla molto della penuria di lettori, in Italia più che mai. Noi crediamo fortemente che lettori non si nasca, si diventi: “chi ben comincia è a metà dell’opera”, si diceva. La nostra mission è quella di pungere la curiosità dei più piccoli e dare loro, ai loro insegnanti, genitori, nonni, educatori, gli stimoli giusti per iniziare insieme un cammino di letture e di iniziative legate ai libri.

Come primo passo abbiamo deciso di fare ciò che ci riesce meglio: suggerire libri. Abbiamo creato una bibliografia ragionata con consigli di lettura per l’estate, suddivisa per età ma trasversale, accessibile ad ogni tipologia di lettore ed incentrata soprattutto sulla narrativa pubblicata in Italia negli ultimi due anni. L’idea controtendenza è di non diffondere la bibliografia online, ma di far venire bambini e ragazzi in libreria: la lista di titoli sarà stampata su carta e verrà regalata a tutti coloro che ne faranno richiesta nelle librerie del Consorzio aderenti al progetto.

Non siamo anacronistici e crediamo molto nel potere di diffusione della rete, ma sappiamo anche quanto sia importante provare il gusto di entrare e stare in libreria, toccare i libri con mano e relazionarsi con i librai e con gli altri lettori per appassionanti scambi di vedute. Naturalmente anche chi, per motivi di distanza, non potrà recarsi fisicamente nelle librerie coinvolte, potrà richiedere le nostre bibliografie e riceverle a casa. Per il prossimo autunno abbiamo anche in mente di proporre una reading challenge per rendere ancora più divertente e stimolante il gioco della lettura.

Il progetto bibliografico è il primo di una lunga serie, un appuntamento fisso che farà da filo conduttore a tutte le altre attività che progetteremo in futuro: un’idea nata in un tempo difficile, in cui è stato impossibile programmare eventi in presenza, incontri che stiamo immaginando e costruendo e ci auguriamo davvero di poterli rendere attivi il prima possibile; per ora leggiamo molto e proviamo a far venir voglia di leggere.

La nostra è una realtà che agisce sul territorio, sulle librerie di quartiere, le biblioteche, le scuole, la filiera del libro e le case di ogni singolo piccolo lettore, e come librai abbiamo l’ulteriore obiettivo di creare un rapporto vivo tra chi i libri li legge, chi li vende e chi li fa: è un procedimento complesso e ricco di figure professionali che spesso rimangono nell’ombra ma che possono relazionare proprio in occasioni come questa: per la nascita di Coltini abbiamo chiesto agli editori e agli uffici stampa di darci una mano con il passa parola e di regalare al progetto dei gadget che verranno donati ai lettori quando verranno in libreria.

Soprattutto, abbiamo chiesto a illustratori e scrittori di regalarci una loro opera che raccontasse Coltini, ritraendo l’atto di leggere attraverso un’illustrazione – per chi disegna – o un haiku, per chi scrive.

Illustrazioni e haiku che raccontano bimbi e ragazzi che leggono, fatti e scritti con stili e tratti diversissimi, animeranno le nostre pagine social per diffondere il debutto in società di Coltini. Le opere verranno raccolte in una mostra gratuita che sarà visitabile negli spazi del Consorzio durante il prossimo Salone Internazionale del Libro di Torino e diventerà poi una mostra itinerante per le librerie della città.

Illustratori e scrittori sono l’anima dell’editoria per ragazzi e non solo: ringraziamo tutte le penne, i pennelli, i computer e le matite amiche delle librerie del Consorzio per i loro regali preziosi.

Potere ai piccoli, dunque. Ci vediamo in libreria!

Per info e curiosità scrivici pure a coltinilibrerie@gmail.com

Esce Barriera stories!

Ci siamo. Da sabato sarà in libreria, ma anche in cartolibrerie e in vendita online, il nuovo volume, Barriera stories, curato da me e da Rocco Pinto (Graphot, 2021). Raccoglie 61 racconti per 62 autori, nei quali si ricostruiscono la vita, le relazioni e le storie del quartiere Barriera di Milano a Torino. Si tratta di un lavoro emozionante, nel quale portiamo avanti l’esperienza di Borgo Rossini stories creando una collana dedicato a questo modo differente di raccontare i quartieri. Con questo volume nasce la collana Stories all’interno di Graphot, che io e Rocco Pinto dirigiamo (e grazie all’editore che sta credendo nel progetto) con l’obiettivo di costruire una memoria collettiva.

Abbiamo dato vita a un’associazione, Ponti di parole, con la quale portiamo avanti questi progetti. La scorsa settimana abbiamo lanciato Porta Palazzo stories, che è in corso e per la quale stanno arrivando i primi racconti. Li avete già letti? Li trovate qui. Per partecipare, scriveteci a pontidiparole.to@gmail.com, inviando un contributo lungo al massimo 5000 battute (spazi inclusi) e una foto. Il tema è libero, ma al centro deve esserci Porta Palazzo, con i suoi dintorni. Vi spiego tutto qui.

L’altra notizia è che ci vediamo in libreria! Sabato 22 (dalle 11 alle 13 e dalle 15 alle 18) e domenica 23 maggio (dalle 11 alle 13), l’appuntamento è alla libreria Il Ponte sulla Dora (via Pisa 46, Torino). Sarà un’occasione per vederci (all’esterno e in sicurezza), conoscere gli autori, acquistare il libro e parlarci. Vi aspettiamo.

La foto in copertina è di Beppe Beraudo, dell’archivio Michele Rua, ed è la foto scelta per la copertina del libro. Si vede il campo di calcio dell’oratorio Michele Rua nel 1961.

Ci racconti Porta Palazzo?

La foto in copertina è di Michele D’Ottavio

Esattamente un anno fa, il nostro Paese riapriva dopo il primo lockdown. Molte persone si sono riabbracciate dopo oltre due mesi proprio in questo giorno. Con il libraio Rocco Pinto avevamo appena concluso il progetto Borgo Rossini stories, che poi sarebbe diventato un libro con la casa editrice Graphot. Il percorso è proseguito, ora stiamo lavorando al volume Barriera stories, in uscita fra qualche settimana, e da oggi lanciamo una nuova iniziativa: Porta Palazzo stories.

Lo facciamo con una associazione, Ponti di parole, creata da me e Rocco Pinto, di cui fa parte anche Claudio Aicardi, per costruire legami sul territorio attraverso la scrittura e i libri Riassume questo concetto un logo bellissimo, realizzato dall’artista Antonio Lapone.

Il logo dell’associazione “Ponti di parole”

Ora tocca di nuovo a te. Ci racconti la tua Porta Palazzo? Come la vivi, se ci vivi, che ricordo ne hai, com’era in passato e com’è adesso. Si tratta di una zona centrale per Torino, una vera porta di accesso che separa, di fatto, due città. Del resto è sempre stato così anche storicamente. Insomma, “Porta Pila” non è solo il mercato, è molto di più.

Chiunque potrà partecipare inviando un racconto (al massimo 5000 battute spazi inclusi), meglio se corredato da un’immagine di proprietà dell’autore, all’indirizzo email: pontidiparole.to@gmail.com con oggetto “Porta Palazzo stories”.

Dal 15 maggio al 30 giugno, i racconti sul quartiere di Porta Palazzo saranno pubblicati sul sito web della libreria Il Ponte sulla Dora, che è partner di questa nuova iniziativa.

Al termine dell’iniziativa online, sarà effettuata una selezione, con eventuali integrazioni da parte dei curatori, per arrivare alla pubblicazione di un volume, la cui uscita è ipotizzata nel mese di ottobre 2021.

Associazione “Ponti di parole”

Nasce a Torino nel 2021 da un’idea di Rocco Pinto e Paolo Morelli. Ne fanno parte i due ideatori, con Rocco Pinto nelle vesti di presidente, e il libraio Claudio Aicardi. Ponti di parole promuove il progetto “Stories”, che ha l’obiettivo di raccontare i quartieri e le città attraverso le voci degli abitanti o dei frequentatori, con l’intento di ricostruire una memoria collettiva e condivisa.

FAQ

Proviamo a sciogliere qualche dubbio eventuale.

  • In quale formato devo inviare il mio racconto? Qualunque formato di testo editabile. Per favore, evita i pdf. Ti prego.
  • Inviare un’immagine è obbligatorio? No, ma se lo fai ci aiuti a organizzare il lavoro. Anche perché in funzione di un futuro libro, le immagini serviranno.
  • Devo aggiungere anche un titolo? Non per forza, ma se lo fai è meglio, almeno sarebbe un titolo “tuo”.
  • Abito fuori Torino o in un altro quartiere, posso partecipare lo stesso? Certo, basta che al centro del tuo racconto ci sia Porta Palazzo.
  • Ho già scritto su Borgo Rossini e Barriera di Milano, posso scrivere anche su Porta Palazzo? Se hai qualcosa di interessante da raccontare non c’è nessun problema.
  • Borgo Dora è incluso? Non fa parte di Porta Palazzo, ma i confini dei quartieri sono solo delle convenzioni, perciò se si tratta di zone confinanti o con stretti legami fra loro (Borgo Dora è un esempio) terremo in considerazione anche questi territori.
  • Che tipo di racconto devo scrivere? Un ricordo personale, un aneddoto storico, un racconto legato a un evento di interesse, ma anche un racconto inventato, purché sia ambientato a Porta Palazzo.
  • Ho scritto 5100 battute, vanno bene lo stesso o devo tagliare? Se sfori di così poco non c’è problema. Ecco, se hai scritto 15000 battute ti chiediamo di lavorarci un altro po’, non possiamo tagliare noi, non sarebbe nemmeno corretto nei tuoi confronti.

Hai altri dubbi? Scrivi a pontidiparole.to@gmail.com

L’associazione organizza iniziative sul territorio insieme ad altre realtà culturali, per promuovere la lettura, la scrittura, la memoria e il senso di comunità.

Il teatro come sostegno alle energie

Il teatro è un volano di iniziative ed energie. Il territorio piemontese, e Torino in particolare, ha al suo interno una miriade di compagnie e realtà teatrali, spesso impegnate su più fronti (non c’è solo il palcoscenico come lo intendiamo), che tengono insieme un tessuto culturale piuttosto ricco. Ciò che manca, in un Paese nel quale è ancora il consumo a dominare ogni finalità produttiva, è un sostegno strutturato al settore. Difficile immaginare che qualcuno paghi delle persone per pensare, per creare, per proporre idee e soluzioni.

Ci ha pensato il Teatro Stabile di Torino. Verso la fine del 2020, l’ente diretto da Filippo Fonsatti aveva lanciato il progetto Argo coinvolgendo decine di artisti del territorio per la produzione, letteralmente, di idee. Scritturati e pagati per un mese. Ora ci riprova e «occupa» il palcoscenico dei teatri Gobetti e Carignano, in centro a Torino, per concederli per circa un mese a sei compagnie selezionate sul territorio: Lab Perm, Piccola Compagnia della Magnolia, Mulino ad Arte, Accademia dei Folli, Asterlizze Teatro, Giacopini-Vacis.

Potranno completare le prove di sei spettacoli che saranno poi programmati nel cartellone estivo dello Stabile: Dall’altra parte di Ariel Dorfman, L’Arte del Vivere e del Morire – Tragodia Project di Domenico Castaldo, Aldiquà di tutto di Christian di Filippo, Un pianeta ci vuole di Ugo Dighero, Daniele Ronco e Marco Melloni, Signorina, lei è un maschio o una femmina di Gloria Giacopini e Giulietta Vacis, Una cosa che so di certo di Giulia Ottaviano e Alba Maria Porto.

E poi la formazione. Per dieci giorni, il direttore artistico, Valerio Binasco, terrà un workshop per otto allievi (e 12 uditori) a Teatro Carignano. C’è un bando per partecipare sul sito ufficiale dell’ente teatrale nazionale.

È un modo per sostenere il pensiero, le energie culturali di un territorio. Gli enti pubblici, di solito, fanno così. Lo Stabile è sempre più un punto di riferimento in questo campo, un nodo di raccordo fra il tessuto culturale e le istituzioni.

Il dettaglio è qui.

Fare comunità, fare un libro: è uscito Borgo Rossini stories

In copertina: la vetrina della libreria Il Ponte sulla Dora realizzata da Pane e tulipani

Né io né l’amico libraio Rocco Pinto avremmo immaginato di riuscire, in un anno così complicato, a realizzare un piccolo progetto di quartiere con una così ampia eco. Eppure, da una serie di racconti pubblicati online, con l’innesto dell’editore Graphot siamo arrivati a Borgo Rossini stories. Durante il primo lockdown, su questo blog ho talvolta pubblicato qualche post dal titolo Borgo Rossini love: scritti dedicati a questa piccola zona di Torino, affacciata sulla Dora e a pochi passi dal centro. Ho scoperto che quest’area, pur essendo circoscritta a livello geografico, è in realtà conosciuta e frequentata da parecchi torinesi – o anche non torinesi – per i motivi più svariati. Così quella piccola rassegna che io e Rocco abbiamo creato grazie alla sua libreria Il Ponte sulla Dora è cresciuta. Avremmo dovuto curarla per un mese, dal 1° aprile al 1° maggio. Abbiamo chiuso «di forza» a metà maggio perché continuavamo a ricevere racconti, ma anche le cose belle devono avere una fine. L’idea del libro, poi, è arrivata dopo e, neanche a farlo apposta, Graphot non è così distante dal borgo.

In questi giorni trovate Borgo Rossini stories alla libreria Il Ponte sulla Dora e in due edicole di questo delizioso quartiere torinese, ma si può anche ordinare. Oppure potete approfittare del riconoscimento delle librerie come «beni essenziali» e arrivare fino qui. Gli autori, grazie a un buon numero di inediti, sono cresciuti ancora e sono diventati 53. Ma più di ogni altra cosa, al di là dell’enorme soddisfazione nel tenere in mano questo oggetto rilegato e costellato di immagini d’epoca (grazie a Piero Bianchi e a Simone Schiavi per ATTS-Archivio Gtt), è incredibile vedere l’entusiasmo che smuove questo piccolo lavoro. Amici mi segnalano post su Facebook di loro amici – a me sconosciuti – che hanno acquistato il libro. Durante un’intervista, un paio di giorni fa, la persona con cui parlavo (che nulla aveva a che vedere con questo argomento) mi ha rivelato di abitare nel borgo e di aver preso il libro.

Il progetto è importante non solo per il quartiere, ma per la comunità del quartiere stesso. È nato nel primo lockdown, per una strana combinazione è uscito durante il secondo lockdown (per così dire, dato che non ha nulla a che vedere con la situazione di marzo-aprile). Si è risvegliato un entusiasmo per il territorio che raramente ricordo di aver visto. È il motivo per cui questo progetto sarà riproposto su altri quartieri, a partire da Barriera di Milano, con Barriera stories in partenza l’8 dicembre. I racconti e le voci delle persone, all’interno di un percorso curato e strutturato, ci terranno compagnia almeno fino alle feste natalizie.

Può essere, questo, uno strumento di marketing del territorio? Troppo presto per dirlo, ma sicuramente abbiamo prodotto – tutti insieme, oltre 50 persone – un documento che fissa un pezzetto di memoria collettiva. Un documento variegato che, in questo caso, riesce ad andare indietro fino all’inizio del secolo scorso. L’idea è produrre tanti piccoli pezzetti di memoria perché è proprio nella memoria, se condivisa (in tutte le accezioni di questo termine), che la comunità si rafforza e cresce. È una banalità ricordarlo, ma mai come in questo momento è ciò di cui abbiamo bisogno. E poi che emozione uscire a far commissioni in quartiere e vedere le vetrine di alcune attività – le poche aperte – che espongono Borgo Rossini stories.

Seconda edizione di (as)saggi musicali con Lingotto Musica e De Sono

Prende il via mercoledì 30 ottobre la seconda edizione della rassegna (as)saggi musicali: la mini serie di due concerti realizzata in collaborazione tra Lingotto Musica e De Sono Associazione per la Musica. Un’iniziativa voluta dalle due Associazioni per dare voce ai migliori allievi delle masterclass per strumenti ad arco attraverso un format che prevede due brevi appuntamenti pomeridiani di 45 minuti ciascuno.

Gli appuntamenti di questo progetto, che unisce le due anime professionali di Francesca Gentile Camerana (fondatrice di entrambe le associazioni), si svolgeranno all’Auditorium “Vivaldi” della Biblioteca Nazionale Universitaria (piazza Carlo Alberto 3). Lingotto Musica esce così dalla sua sede naturale e cerca un nuovo pubblico, anche grazie al simbolico prezzo di 2 euro.

Il primo incontro ospiterà il violinista Francesco Bagnasco e la violista Giulia Panchieri, selezionati dai docenti Alessandro Moccia e Simone Briatore. Nati rispettivamente a Genova nel 1993 e a Lucca nel 1988, hanno già nel loro curriculum importanti riconoscimenti in concorsi internazionali. Per l’occasione saranno accompagnati al pianoforte dalla giovane pianista ucraina, formatasi presso il Conservatorio di Torino, Anastasiia Stovbyr.

Approfondisci: www.lingottomusica.it/

Halloween 2019 alla Casa del Teatro

Per la serata di Halloween, giovedì 31 ottobre (20.30), la Casa del Teatro Ragazzi e Giovani di Torino aprirà le proprie porte al pubblico di ogni età, con animazioni, giocoleria luminosa, verticalismo, truccabimbi, musica dal vivo e dolcetto o scherzetto.
Seguirà lo spettacolo di circo-teatro Little Circus of Fears di ArteMakìa, di e con Milo Scotton e gli allievi di Chapitombolo, in cui le paure vengono trasformate in sublimi acrobazie per raccontare, con umorismo e comicità, storie ed emozioni.

Approfondisci: www.casateatroragazzi.it

Torino, Villa della Regina e Mucho Mas in una mostra

Ha aperto il 25 ottobre la mostra Sincerità della materia /Honesty of matter di Caterina Morigi, curata da Amalia Nangeroni, prodotta dall’associazione culturale Mucho Mas. La forza dell’esposizione è anche quella di aver messo insieme una piccola galleria come Mucho Mas!, in corso Brescia, e un’istituzione come il Polo Museale del Piemonte, che gestisce Villa della Regina.

L’esposizione, frutto del bando OraX! di Compagnia di San Paolo, si sviluppa in due luoghi: Villa della Regina (fino al 3 novembre) e Mucho Mas (fino al 22 dicembre). In mostra ci sono opere nate dopo un anno di lavoro sul territorio, con due inediti che interrogano il rapporto tra umano e natura, mettendo in luce le modificazioni operate dall’uomo. ll riferimento, in particolare, è alla pietra e alle tecniche utilizzate per la sua rappresentazione nei secoli.

Alla Villa della Regina è presente un’installazione scultorea site-specific in pietra e porcellana, creata in collaborazione con l’Istituto Caselli-Real Fabbrica di Capodimonte (Napoli). Il lavoro si relaziona con le quadrature architettoniche del salone d’onore di Filippo Juvarra, con i dipinti settecenteschi di Giuseppe Dallamano, nell’allestimento curato da Sara Ricciardi Studio.
Nell’artist-run space di Mucho Mas!, invece, compaiono installazioni bidimensionali in marmo artificiale di Rima, realizzate con il Maestro Simone Desirò. La mostra è accompagna anche da un libro d’artista, edito da Witty Kiwi, e da una serie limitata di multipli disponibili da Mucho Mas.

Approfondisci: www.muchomas.gallery/

Pavese: premiati Basso, Patota e Sgarbi

Si è svolta domenica 27 ottobre la cerimonia conclusivo del Premio Cesare Pavese. Da quest’anno, il riconoscimento ha cambiato formula per meglio aderire alle numerose capacità dello scrittore. Per questo sono state aumentate le categorie in concorso e, di conseguenza, i premi.

Nella nuova sezione Editoria è stata premiata Elisabetta Sgarbi, editrice, direttrice del festival La Milanesiana, per 25 in Bompiani e fondatrice, nel 2015, della casa editrice La Nave di Teseo.
L’altra nuova sezione, Traduzione, ha invece premiato Susanna Basso, che in questo momento sta traducendo l’opera completa di Jane Austen e ha all’attivo importantissime traduzioni letterarie.
Nella sezione Saggistica, già esistente, ha trionfato Giuseppe Patota, professore e linguista, per il suo saggio La grande bellezza dell’italiano: il Rinascimento (Laterza, 2019).

Approfondisci: fondazionecesarepavese.it/