«Dopo cinque anni, non posso che ritenermi soddisfatta dei successi e delle innumerevoli sfide superate e condivise con un team che tutto il mondo dell’arte ci invidia». Sono le ultime parole di Ilaria Bonacossa come direttrice di Artissima. La manager culturale ha terminato il suo incarico e ha salutato Torino, perché il 26 gennaio è stata nominata direttrice del nuovo Museo Nazionale dell’arte digitale di Milano, come da decreto del Ministro della Cultura, Dario Franceschini. Sono parole che ha detto, però, nel comunicato con cui Fondazione Torino Musei ha annunciato, ieri, la nomina del suo successore al vertice della fiera torinese. Si tratta di Luigi Fassi. «Entro in questo incarico – ha dichiarato lui – consapevole della responsabilità del ruolo e con la forza dell’entusiasmo di portare avanti la storia di Artissima e il lavoro di chi mi ha preceduto».

Una tempistica curiosa. A distanza di pochi giorni dalla nomina di Bonacossa a Milano, infatti, Artissima sceglie il suo successore quando il bando per la direzione della fiera era stato aperto addirittura il 3 luglio e chiuso il 13 settembre). Anzi, si era detto che l’annuncio sarebbe arrivato alla conclusione dell’ultima edizione della fiera, lo scorso 6 novembre. Invece nulla, mentre si rincorrevano le voci, confermate in via ufficiosa, della partecipazione al bando della stessa direttrice uscente. Bonacossa, insomma, sarebbe rimasta a guidare Artissima per un altro mandato (il triennio 2022-2024) ma nel frattempo avrebbe fatto domanda anche altrove. Non si sa mai. La cosa più probabile, guardando le tempistiche, è che Fondazione Torino Musei fosse dell’idea di rinnovarla, ma prima attendesse notizie dal Ministero della Cultura.

Luigi Fassi, intanto, porta con sé un buon curriculum. Direttore del Man di Nuoro, ha lavorato a Graz (Austria), New York, Roma, Bolzano, Tel Aviv, Marsiglia e anche in Sudafrica. È già stato nello staff di Artissima, dove ha curato la sezione Present Future dal 2010 al 2017.

A proposito di curriculum di livello, Torino registra però un’altra «perdita». Andrea Viliani, ingaggiato come consulente dell’assessorato comunale alla cultura, guidato da Rosanna Purchia, fa parte del pacchetto di nomine comunicato dal Ministro Franceschini la prossima settimana. Andrà a dirigere il Museo delle civiltà di Roma, salutando quindi Torino e soprattutto Rivoli, dove era responsabile e curatore del Centro di Ricerca del Castello.

Inutile, però, lasciarsi andare al solito vittimismo del «ci rubano tutto». Alberto Peola, gallerista torinese che ho intervistato per il Corriere Torino, sostiene che la città sia un «trampolino di lancio». Il tessuto culturale rimane forte, occorre però avere il coraggio di puntare su manager in grado di rinnovare, valorizzare e soprattutto rischiare, rischiare parecchio. È questa la differenza fra una grande città e una piccola cittadina di provincia.

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