L’etica è un argomento complesso e al tempo stesso sottovalutato, ma nel suo ultimo libro Vito Mancuso ne fa un elogio, spiegando quanto sia necessario rifarsi all’etica in un periodo nel quale le difficoltà e l’individualismo sembrano sopraffarci. Che cos’è, però, l’etica? Mancuso la descrive in maniera molto precisa, spiegandone le origini e anche le applicazioni pratiche. L’etica è sostanzialmente fare del bene agli altri, o in definitiva non fare loro ciò che non vogliamo sia fatto a noi. Sono definizioni che Mancuso ritrova in diversi filosofi e teologi nel corso della storia e che ripropone, spiegando inoltre la differenza fra etica, deontologia (cioè l’applicazione dell’etica) e diritto (imposizione di leggi o norme per garantire giustizia).

Il lavoro di Vito Mancuso, in quest’opera edita da Garzanti, non è soltanto descrittivo, perché nella sua opera il teologo intende anche spiegare perché sia opportuno seguire l’etica nelle proprie azioni. Non c’è nessun tornaconto immediato nell’etica, ma per Mancuso diventa una esperienza di bellezza che spinge a vivere in profondità l’esperienza umana. Nel suo lavoro, inoltre, Mancuso contrappone l’etica alla filosofia di Nietzsche, individuata e criticata come l’esatto opposto dell’etica, in quanto propaganda la “legge del più forte”, anzi il suo pensiero è considerato fra le ispirazioni principali delle ideologie fasciste e naziste. L’etica, per Mancuso, è una “architettura sociale” perché riguarda un gruppo di persone, tiene insieme una comunità che condivide valori e obiettivi. Soprattutto in un’epoca in cui gli ideali vengono derisi, abbandonati, messi in soffitta.+

L’architettura è il tema di stasera, perché oggi, 13 dicembre 2022, alle 18 avrò l’onore di presentare l’evento per i 20 anni della Fondazione per l’Architettura e per l’Ordine degli Architetti (sarà al Sermig). Dopo un piccolo talk istituzionale, toccherà a Vito Mancuso, con una lectio sull’etica e l’architettura.

«L’architettura – mi ha detto Mancuso – è la più onesta delle arti, magari forzatamente, perché non può mentire. Deve fare i conti con la fisica, gli edifici devono stare in piedi e devono essere abitabili, necessariamente gli architetti sono chiamati a fare i conti maggiormente con l’etica». Un bisogno che, a ben vedere, abbiamo tutti. Eppure viviamo un’epoca in cui l’etica passa in secondo piano, è derisa, bistrattata, considerata inutile in funzione del profitto, della soddisfazione personale, della legge del più forte. Forse la forza dell’etica sta nella sua condizione intrinseca, prettamente umana, che gli umani dovrebbe distinguere dal resto del mondo animale.

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