Esce Barriera stories!

Ci siamo. Da sabato sarà in libreria, ma anche in cartolibrerie e in vendita online, il nuovo volume, Barriera stories, curato da me e da Rocco Pinto (Graphot, 2021). Raccoglie 61 racconti per 62 autori, nei quali si ricostruiscono la vita, le relazioni e le storie del quartiere Barriera di Milano a Torino. Si tratta di un lavoro emozionante, nel quale portiamo avanti l’esperienza di Borgo Rossini stories creando una collana dedicato a questo modo differente di raccontare i quartieri. Con questo volume nasce la collana Stories all’interno di Graphot, che io e Rocco Pinto dirigiamo (e grazie all’editore che sta credendo nel progetto) con l’obiettivo di costruire una memoria collettiva.

Abbiamo dato vita a un’associazione, Ponti di parole, con la quale portiamo avanti questi progetti. La scorsa settimana abbiamo lanciato Porta Palazzo stories, che è in corso e per la quale stanno arrivando i primi racconti. Li avete già letti? Li trovate qui. Per partecipare, scriveteci a pontidiparole.to@gmail.com, inviando un contributo lungo al massimo 5000 battute (spazi inclusi) e una foto. Il tema è libero, ma al centro deve esserci Porta Palazzo, con i suoi dintorni. Vi spiego tutto qui.

L’altra notizia è che ci vediamo in libreria! Sabato 22 (dalle 11 alle 13 e dalle 15 alle 18) e domenica 23 maggio (dalle 11 alle 13), l’appuntamento è alla libreria Il Ponte sulla Dora (via Pisa 46, Torino). Sarà un’occasione per vederci (all’esterno e in sicurezza), conoscere gli autori, acquistare il libro e parlarci. Vi aspettiamo.

La foto in copertina è di Beppe Beraudo, dell’archivio Michele Rua, ed è la foto scelta per la copertina del libro. Si vede il campo di calcio dell’oratorio Michele Rua nel 1961.

Ci racconti Porta Palazzo?

La foto in copertina è di Michele D’Ottavio

Esattamente un anno fa, il nostro Paese riapriva dopo il primo lockdown. Molte persone si sono riabbracciate dopo oltre due mesi proprio in questo giorno. Con il libraio Rocco Pinto avevamo appena concluso il progetto Borgo Rossini stories, che poi sarebbe diventato un libro con la casa editrice Graphot. Il percorso è proseguito, ora stiamo lavorando al volume Barriera stories, in uscita fra qualche settimana, e da oggi lanciamo una nuova iniziativa: Porta Palazzo stories.

Lo facciamo con una associazione, Ponti di parole, creata da me e Rocco Pinto, di cui fa parte anche Claudio Aicardi, per costruire legami sul territorio attraverso la scrittura e i libri Riassume questo concetto un logo bellissimo, realizzato dall’artista Antonio Lapone.

Il logo dell’associazione “Ponti di parole”

Ora tocca di nuovo a te. Ci racconti la tua Porta Palazzo? Come la vivi, se ci vivi, che ricordo ne hai, com’era in passato e com’è adesso. Si tratta di una zona centrale per Torino, una vera porta di accesso che separa, di fatto, due città. Del resto è sempre stato così anche storicamente. Insomma, “Porta Pila” non è solo il mercato, è molto di più.

Chiunque potrà partecipare inviando un racconto (al massimo 5000 battute spazi inclusi), meglio se corredato da un’immagine di proprietà dell’autore, all’indirizzo email: pontidiparole.to@gmail.com con oggetto “Porta Palazzo stories”.

Dal 15 maggio al 30 giugno, i racconti sul quartiere di Porta Palazzo saranno pubblicati sul sito web della libreria Il Ponte sulla Dora, che è partner di questa nuova iniziativa.

Al termine dell’iniziativa online, sarà effettuata una selezione, con eventuali integrazioni da parte dei curatori, per arrivare alla pubblicazione di un volume, la cui uscita è ipotizzata nel mese di ottobre 2021.

Associazione “Ponti di parole”

Nasce a Torino nel 2021 da un’idea di Rocco Pinto e Paolo Morelli. Ne fanno parte i due ideatori, con Rocco Pinto nelle vesti di presidente, e il libraio Claudio Aicardi. Ponti di parole promuove il progetto “Stories”, che ha l’obiettivo di raccontare i quartieri e le città attraverso le voci degli abitanti o dei frequentatori, con l’intento di ricostruire una memoria collettiva e condivisa.

FAQ

Proviamo a sciogliere qualche dubbio eventuale.

  • In quale formato devo inviare il mio racconto? Qualunque formato di testo editabile. Per favore, evita i pdf. Ti prego.
  • Inviare un’immagine è obbligatorio? No, ma se lo fai ci aiuti a organizzare il lavoro. Anche perché in funzione di un futuro libro, le immagini serviranno.
  • Devo aggiungere anche un titolo? Non per forza, ma se lo fai è meglio, almeno sarebbe un titolo “tuo”.
  • Abito fuori Torino o in un altro quartiere, posso partecipare lo stesso? Certo, basta che al centro del tuo racconto ci sia Porta Palazzo.
  • Ho già scritto su Borgo Rossini e Barriera di Milano, posso scrivere anche su Porta Palazzo? Se hai qualcosa di interessante da raccontare non c’è nessun problema.
  • Borgo Dora è incluso? Non fa parte di Porta Palazzo, ma i confini dei quartieri sono solo delle convenzioni, perciò se si tratta di zone confinanti o con stretti legami fra loro (Borgo Dora è un esempio) terremo in considerazione anche questi territori.
  • Che tipo di racconto devo scrivere? Un ricordo personale, un aneddoto storico, un racconto legato a un evento di interesse, ma anche un racconto inventato, purché sia ambientato a Porta Palazzo.
  • Ho scritto 5100 battute, vanno bene lo stesso o devo tagliare? Se sfori di così poco non c’è problema. Ecco, se hai scritto 15000 battute ti chiediamo di lavorarci un altro po’, non possiamo tagliare noi, non sarebbe nemmeno corretto nei tuoi confronti.

Hai altri dubbi? Scrivi a pontidiparole.to@gmail.com

L’associazione organizza iniziative sul territorio insieme ad altre realtà culturali, per promuovere la lettura, la scrittura, la memoria e il senso di comunità.

Fare comunità, fare un libro: è uscito Borgo Rossini stories

In copertina: la vetrina della libreria Il Ponte sulla Dora realizzata da Pane e tulipani

Né io né l’amico libraio Rocco Pinto avremmo immaginato di riuscire, in un anno così complicato, a realizzare un piccolo progetto di quartiere con una così ampia eco. Eppure, da una serie di racconti pubblicati online, con l’innesto dell’editore Graphot siamo arrivati a Borgo Rossini stories. Durante il primo lockdown, su questo blog ho talvolta pubblicato qualche post dal titolo Borgo Rossini love: scritti dedicati a questa piccola zona di Torino, affacciata sulla Dora e a pochi passi dal centro. Ho scoperto che quest’area, pur essendo circoscritta a livello geografico, è in realtà conosciuta e frequentata da parecchi torinesi – o anche non torinesi – per i motivi più svariati. Così quella piccola rassegna che io e Rocco abbiamo creato grazie alla sua libreria Il Ponte sulla Dora è cresciuta. Avremmo dovuto curarla per un mese, dal 1° aprile al 1° maggio. Abbiamo chiuso «di forza» a metà maggio perché continuavamo a ricevere racconti, ma anche le cose belle devono avere una fine. L’idea del libro, poi, è arrivata dopo e, neanche a farlo apposta, Graphot non è così distante dal borgo.

In questi giorni trovate Borgo Rossini stories alla libreria Il Ponte sulla Dora e in due edicole di questo delizioso quartiere torinese, ma si può anche ordinare. Oppure potete approfittare del riconoscimento delle librerie come «beni essenziali» e arrivare fino qui. Gli autori, grazie a un buon numero di inediti, sono cresciuti ancora e sono diventati 53. Ma più di ogni altra cosa, al di là dell’enorme soddisfazione nel tenere in mano questo oggetto rilegato e costellato di immagini d’epoca (grazie a Piero Bianchi e a Simone Schiavi per ATTS-Archivio Gtt), è incredibile vedere l’entusiasmo che smuove questo piccolo lavoro. Amici mi segnalano post su Facebook di loro amici – a me sconosciuti – che hanno acquistato il libro. Durante un’intervista, un paio di giorni fa, la persona con cui parlavo (che nulla aveva a che vedere con questo argomento) mi ha rivelato di abitare nel borgo e di aver preso il libro.

Il progetto è importante non solo per il quartiere, ma per la comunità del quartiere stesso. È nato nel primo lockdown, per una strana combinazione è uscito durante il secondo lockdown (per così dire, dato che non ha nulla a che vedere con la situazione di marzo-aprile). Si è risvegliato un entusiasmo per il territorio che raramente ricordo di aver visto. È il motivo per cui questo progetto sarà riproposto su altri quartieri, a partire da Barriera di Milano, con Barriera stories in partenza l’8 dicembre. I racconti e le voci delle persone, all’interno di un percorso curato e strutturato, ci terranno compagnia almeno fino alle feste natalizie.

Può essere, questo, uno strumento di marketing del territorio? Troppo presto per dirlo, ma sicuramente abbiamo prodotto – tutti insieme, oltre 50 persone – un documento che fissa un pezzetto di memoria collettiva. Un documento variegato che, in questo caso, riesce ad andare indietro fino all’inizio del secolo scorso. L’idea è produrre tanti piccoli pezzetti di memoria perché è proprio nella memoria, se condivisa (in tutte le accezioni di questo termine), che la comunità si rafforza e cresce. È una banalità ricordarlo, ma mai come in questo momento è ciò di cui abbiamo bisogno. E poi che emozione uscire a far commissioni in quartiere e vedere le vetrine di alcune attività – le poche aperte – che espongono Borgo Rossini stories.